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Giorno 1

8 Aprile 2019

E’ giunto il momento di organizzare la gita in una delle capitali della moda per eccellenza, Parigi

Questa è la frase che correva per i corridoi di Alta Sartoria Fashion School, qualche mese fa… così tra impicci di organizzazione, vari cambi di programma e notevoli regressioni notturne, siamo giunti al giorno della partenza con tutto in ordine.

Che dire, abbiamo optato per una partenza al mattino presto, in modo da poter sfruttare completamente il giorno di arrivo, non valutando che l’ alzata insieme al sole comporta che l’ emozione del viaggio imminente, non renda facile l’ addormentarsi il giorno precedente. Ma l’ uomo coraggioso vive in favore delle sfide, così il caffè all’ aeroporto di partenza e l’ adrenalina emanata, dall’ avere messo piede su suolo francofono, rende i nostri viaggiatori delle vere e proprie macchine da esplorazione.
Cominciamo a raggiungere l’ hotel, che avrebbe provveduto al nostro alloggio, districandoci tra segnaletiche ed interruzioni di linee tra i treni e le metrò conseguenti e con la giusta difficoltà nell’ interpretare le cartine che specificano i percorsi dei trasporti sub-urbani. L’arrivo nel luogo di riposo, non ci solletica minimamente il desiderio di assopimento, ma anzi ci spinge ad allontanarci, per non fare in modo che tale desiderio ci colga. Gambe in spalla, quindi, cominciamo la nostra solerte camminata verso la Celebre Tour.

Intenzionati da un clima primaverile, tendente all’ estivo, ci dirigiamo verso la Torre Eiffel, attraversando strade celebri come la Rue Cambon dove al numero 31 è presente la casa di Cocò Chanel, celebre stilista francese che ha reso famosa la donna dedicandogli i suoi storici tailleur.Attorniati da prestigio e ricchezza di una città che non conosce trascuratezza e incuria, sempre nel pensiero di Madame Chanel, ci ritroviamo nei giardini “des Abords du Petit Palais”, dove il Petit Palais ci regala la sua visione, solo per permetterci poi di poter godere della magnificenza del Grand Palais.Che dire del Grand Palais, è un grande padiglione espositivo in muratura e vetro, costruito per l’ Esposizione Universale del 1900. Costruito insieme al Petit Palais e al Ponte Alexandre III, l’ esterno della struttura combina un imponente facciata in pietra d’ ispirazione classica, con cancellate Art Nouveau e statue allegoriche. Riaperto solo nel Settembre 2005 a seguito di un sostanzioso aiuto nel restauro, da parte della Maison Chanel, oggi la stessa ne usufruisce gli spazi per presentare le proprie collezioni, trasformando il Grand Palais, in base alle necessità di scena, a volte come una spiaggia caraibica, a volte come un villaggio montano.Continuiamo il nostro itinere, lungo la Senna, uno dei pochi fiumi al mondo che è sinonimo di eleganza e romanticismo. Passeggiando tra le ombre di alberi magnifici e il rumoreggiare dell’ acqua ci si dimentica per un istante di essere in una delle più grandi metropoli del mondo moderno, sino a quando ci si imbatte nel Bateaux-Mouches, attracco dei battelli fluviali, con i quali solcare le acque del fiume al suono delle più belle musiche di carattere parigino.Il prossimo ponte, porta con se tristi ricordi, e noi non possiamo esimerci di rivivere nella nostra mente i fatti accaduti la notte del 31 agosto di ventidue anni fa. Infatti è proprio qui, nella galleria del Pont de l’ Alma, che in quella data perdono la vita Diana Frances Spencer e il suo compagno Dodi Al-Fayed, in seguito ad un incidente d’ auto, ancor oggi avvolto da mille misteri. Ricordo la frase che sentii in occasione di un altro personaggio famoso morto in circostanze misteriose, precisamente Bruce Lee, la frase faceva così:

In molti cercano di capirne la morte, io preferisco ricordarne la vita”

Ed è così che vogliamo ricordare Diana e Dodi, come moderni Giulietta e Romeo, sfortunati nell’ amore o semplicemente destinati da un bene superiore poiché già molto bene avevano prodotto in vita e non gli restava che arricchire la vastità dei cieli.

Abbandoniamo al vento le ultime lacrime, e tra le case che ci si pongono innanzi scorgiamo la punta della torre più famosa al mondo, laTorre Eiffel. Non ci resta che procedere speditamente tra i dialoghi della compagnia e gli occhi, che stupiti si posano anche solo su un angolo di strada o su quel dettaglio che rapisce lo sguardo anche solo per un attimo.

Ma è all’ ombra della Torre che si riscopre cos’è la meraviglia, tanto si torna bambini, d’ innanzi la magnificenza di un monumento che solca la terra ed il cielo in egual misura. Lei è là come una vecchia amica, come un traguardo per l’ ennesimo turista, che solo dopo avervi posato gli occhi sopra, possibilmente da tutte le angolazioni accettabili, sente compiuto il suo viaggio nella capitale francese. Soffro leggermente nel vedere le misure di sicurezze occorse, attorno la Torre, per rendere spensierata qualsiasi visita, dopo le ferite subite da uomini meschini, ad una nazione forte come la sua Torre.

Cerchiamo di non perderla di vista, poiché non si è mai sazi della sua presenza rassicurante, e ci rechiamo verso il Trocadero, che è un area monumentale di fronte alla Torre Eiffel, il quale nome deriva dalla Battaglia del Trocadero, combattuta nel 1823 tra l’ esercito francese e quello spagnolo.

L’ orologio batte la prima ora della sera e le nostre gambe sono stanche, gli occhi cominciano a farsi piccoli, prendiamo quindi la via dell’ albergo dove potremo riposare pensando alla prima giornata di Alta Sartoria Fashion School passata sul suolo francese.

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Igor Sartori