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Giorno 2

9 Aprile 2019

Il secondo giorno nella capitale francese di Alta Sartoria Fashion School, ci si prospetta con ancor più entusiasmo, dato che ci siamo ricaricati di energia tra le braccia di Morfeo, la notte precedente. Rifocillati da una incantevole colazione, dove ognuno si lascia un po’ andare come se fossimo in vacanza, poiché troviamo buffet imbanditi e lo stomaco più aperto dopo il primo giorno.
Armati di curiosità e voglia di scoprire ci dirigiamo verso la fermata del Metrò più vicina, con la quale raggiungeremo la prossima destinazione prefissata per la mattinata nei pressi del Pont dell’ Alma.
Quando usciamo dai canali sotterranei della Metropolitana, ci rendiamo conto che il clima è leggermente peggiorato, un insolita umidità ha preso il posto del sole che fino a poco prima solcava il cielo parigino.

Il gruppo è solido e affermato ciascuna delle ragazze, è curiosa e osservatrice del mondo che ci circonda tra palazzi dal caratteristico aspetto francese e negozi dalle vetrine più adorne, tanto che il fato vuole ci portiamo innanzi ad un atelier di abiti da Sposa, precisamente l’ Atelier Frédéric ALZRA.

Incantati dalle meraviglie esposte in vetrina, dove pizzi e merletti, incontrano tessuti di alto pregio impersonando abiti di effetto straordinario, che rapiscono l’ occhio oltre alla mente lambiccata nel capire le tecniche per raggiungere certi risultati.
Nello stupore generale, prendiamo il coraggio a due mani ed entriamo in questo piccolo eppure incantato regno dell’ Alta Sartoria, dove ci accoglie una donna fantastica, che altro non è che la Sarta dell’ Atelier la quale con le sue mani, crea tutte le meraviglie che ci circondano.
Mille sono le domande che salgono alla bocca delle allieve, e la sarta che ci ospita non manca di riempire la curiosità, mostrandoci i piccoli dettagli e raccontandoci le tecniche utilizzate dietro ogni pezzo.

Lasciamo questo piccolo angolo di Alta Sartoria e ci dirigiamo verso la meta designata per la mattinata di questo martedì 9 Aprile. Ovvero il Museo Yves Saint Laurent.
Ci troviamo in Avenue Marceau n° 5, sede del prestigioso Museo YSL di Parigi, dato che lo stesso museo è presente anche a Marrakech.

Situato nel leggendario Hôtel Particulier al 5 Avenue Marceau, dove Yves Saint Laurent ha trascorso quasi trent’anni a disegnare le sue collezioni dal 1974 al 2002. Lo stesso edificio funge da quartier generale della Fondation Pierre Bergé – Yves Saint Laurent. Dopo un ingresso elegante, e aver passato i controlli di routine, si entra in una stanza che funge da ex camerino prova e si è circondati da articoli di giornale, disegni e stampe o esempi di come è apparso in vari modi il suo famosissimo abito Mondrian.

Si prosegue la visita, in una stanza illuminata in maniera soffusa dove si può ammirare il famoso abito da sposa “Bozzolo” della collezione Primavera-Estate 2002, con adiacente un video che ne ripercorre l’ uscita in passerella. Altri abiti fanno poi da sfondo alla stanza e sicuramente l’ occhio non può che cadere su i vari mood dell’ artista, riguardanti le sue collezzioni. Al piano intermedio troviamo una sala video, dove in quindici minuti ripercorre il periodo ultimo della vita di YSL e Pierre Bergé, attraverso interviste e specifiche realtà della vita parigina e marocchina.
Al piano superiore troviamo altri abiti di Haute Couture, con rappresentato il motivo di ispirazione, che ci aiuta a capire il modus operandi e soprattutto il pensiero intercorso nella mente del maestro. La cosa più emozionante e che colpisce immediatamente il visitatore, è l’ ingresso nello studio di YSL, dove tutto è rimasto come l’ ultimo giorno, dove tutto è ordine e confusione, dove l’ aria ti avvolge come se qualcuno ti osservasse, come se uno spirito controllasse che il visitatore porga quel rispetto assolutamente dovuto.

Il tempo si ferma quando entri nello studio, il silenzio regna ancor più sovrano, qualsiasi dettaglio ci parla di lui, persino i passi diventano felpati. Sta per finire la nostra visita, ma non prima di essere passati per l’ area gioielli dove le sue creazioni sartoriali hanno ispirato grandi maestri gioiellieri o addirittura creato gioielli con la stessa collaborazione di YSL.
Lasciamo il museo piacevolmente scossi dai ricordi di un epoca dove un maestro come lui ha fatto la differenza e ci dirigiamo in quello che potremo definire un tour tra le più importanti boutique parigine. Entriamo quindi in Avenue Montaigne, la via dei grandi negozi della moda, subito i nostri occhi vengono rapiti dal susseguirsi di vetrine con abiti molto importanti dei più grandi stilisti del territorio francese e non.
Ogni angolo, ci racconta un piccolo aneddoto di una griffe, ogni vetrina ci ricorda particolari della stagione in arrivo e le sue interpretazioni, manifestando ai nostri occhi solo meraviglia. Non possiamo che arrivare sui Champs-Elysées, ove lasciamo libere le nostre allieve di sbizzarrirsi tra negozi, la Galerie de Champs e l’ Arc du Triomphe, dato che noi abbiamo un incontro con Maison Dior per concordare una collaborazione futura ed un possibile inserimento delle nostre migliori allieve come stagiste.
Alla fine del pomeriggio, rientriamo in hotel passando da altri tre punti cruciali della città Lumiere, la Cattedrale di Notre Dame, inconsapevoli di quello che sarebbe successo di li a una settimana, il Museo del Louvre, al quale dedichiamo qualche scatto, e la famosa Place Vendôme, teatro dell’ affaccendarsi di Madame Chanel, che visse fino alla fine dei suoi giorni in una suite dello storico Hotel Ritz situato a sud nella piazza.

Ma la serata è appena cominciata ed un altra sorpresa coinvolge le nostre allieve catapultandole nella notte parigina, con uno degli spettacoli più coinvolgenti del mondo, in uno dei locali notturni più conosciuti del pianeta, il Moulin Rouge. Pigalle, questo quartiere dalle trasgressioni notturne, fa da scenario al locale immortalato da Henri de Toulouse-Lautrec, con le sue luci, i suoi locali, la gente che percorre le sue strade con noncuranza, e ad un certo punto ci si trova innanzi a una colonna di persone in attesa, tutte che vogliono entrare al Moulin Rouge. Il fato vuole che troviamo un tavolo fronte palco, così che ogni istante di ciò che verrà non può venire perso per scarsa visuale o ostacoli di qualsivoglia genere. E’ in un attimo ballerine dalle mille beltà ed eleganti fattezze, dove talune sono a seno scoperto, ma non vi è volgarità in tutto ciò, anzi un semplice e leggero trasporto in uno spettacolo il quale non si può non esserne travolti, si inseguono sul palco tra danze e balli classici della Revue Parisienne. Ad intramezzare i ballerini e le ballerine, validi artisti che padroneggiano l’ arte circense, come solo pochi sanno fare, e altresì, animali come piccoli cavallini o serpenti sinuosi.

Il tempo scorre tiranno, e lo spettacolo finisce che si è ancora ingordi di danze, balli, di voglia di battere le mani… la gente è ancora in piedi sperando che gli artisti si affacciano almeno per un ultima volta. E’ notte fonda di un martedì, quando si esce dal teatro, e non ci si rende conto dell’ orario poiché Boulevard de Clichy è ancora gremita di gente, come quelle strade che probabilmente si affollano di notte e sono deserte di giorno… ma queste cose non accadono a Parigi, almeno non in Pigalle. Giunti verso l’ albergo, il gruppo si sfalda, chi raggiunge il letto, chi viene attanagliato dalla sete e chi, con ancora l’ adrenalina nel sangue dallo spettacolo appena visto, si scatena in danze tribali, finché il sonno non giunge imperativo.

 

Igor Sartori